HO L’ALGORITMO NEL SANGUE

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Quarant’anni di vignette interpretate da un algoritmo

Una nuova iniziativa editoriale di Paolo Cagnotto. In un volume, riccamente illustrato di 94 pagine sono racchiuse 101 vignette dedicate all’algoritmo. Disponibile solo su Amazon in formato cartaceo o scaricabile su Kindle.

Un medico con camice bianco e farfallino, con un siringone in mano, un cuoco che sta mescolando uno “zuppone” non si sa di cosa, un personaggio al ristorante che trova un “algoritmo” nella minestra… Una serie di situazioni paradossali dove l’algoritmo entra proprio in tutte le salse, come il prezzemolo… a sostituire luoghi comuni o situazioni al limite dell’irriverenza… E’ questo il frutto di 40 anni di vignette di Paolo Cagnotto, vignettista satirico per “divertimento”, come “lavoro per la pensione”, come dice spesso. In quest’opera tutta disegnata e “ridoppiata” ci sono vignette apparse per la prima volta alla fine degli anni Settanta del secolo scorso. La mano, lo stile è sempre quello, riconoscibile, dei suoi personaggi grotteschi che, come confessa, ha conosciuto veramente e li ha riportati con la sua matita su carta oppure, prima li ha disegnati e poi li ha incontrati nella realtà. Dalle prime vignette realizzate con i pantoni e poi rifinite con la china (il rapidograph), a quelle intermedie, sempre curate, disegnate in pennarello nero, digitalizzate e colorate con l’ausilio di photoshop, fino alle ultime, iniziate nel periodo del Covid, attuali con tanto di mascherina sul volto: uno schizzo veloce, colorato leggermente con sfumature di grigio, giusto per dare un po’ di volume, e una nuvoletta colorata di azzurro o rosa a seconda di chi “parla”.

Una carrellata di personaggi e situazioni che puntellano una carriera parallela dell’autore che si è occupato di comunicazione, giornalismo, cinema, ma che dimostra come il tratto sulla carta di un venticinquenne non si discosta molto dopo quarant’anni. Sarà per l’algoritmo che l’autore ha nel sangue? 

                                                                                                                                          Leonardo Radogna

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